Archivi del mese: maggio 2015

Suoni

Come farò a proteggerti che nemmeno ti conosco?

Tu che ridi forte e solo

d’incontrarti per davvero non ne avevamo voglia

non per quei tuoi denti suonati via dal tempo

che t’ha stonato un po’

forse  quel tuo dire a voce urlata a nessuno che risponde

ci spaventava nel timore che parlassi a noi

-suono la tromba, io- dicevi a voce alta

Qualcuno ti ha applaudito mai?

Sì, forse non l’hai capito li per lì.

Quel bisogno fondo, d’applausi a scena aperta

ce lo portiamo dentro, anche in tram

e tu col tuo coraggio matto

l’hai mostrato a noi

che imbarazzati scappavamo lesti

senza una replica, senza un inchino

spettacolari pure nell’andar via.

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cose

Quel lento rivalersi delle cose sulla vita
quieto, senza pretese
ora è più vero.
Sento le forme che si son fatte fare
come già sapessero dove andarsi a posare.
Vedo in tutte, il cuore
che sostiene l’aspettare l’uso a cui sono destinate
le assomiglia a me questo
e loro che lo sanno meglio
mi stringono quando le sfioro
entrandomi e uscendomi con fermezza dai pensieri
e insistono, svariate come paiono
a rimanermi accanto.
Grazie di tanto perdurare.

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Pianti

Ci siamo pianti tanto,

se l’avvessi saputo in tempo, anima mia

avrei deciso meglio il tempo e il luogo

piangersi insieme avrebbe consolato un po’ la vita

che non sapeva proprio come fare

a unire due malinconie così somiglianti.

Io l’ho intuito dal turchese del tramonto

e da quel viola che lo tirava via,

ma ancora non sapevo che piangevi

e consolarti sarebbe stato vano.

Ti piangerò un’altra volta ancora

tu stai attento e al primo accenno di singhiozzo

pensami forte, mi riconoscerai.

nessunastrada!