Archivi del mese: marzo 2015

Prendimi a cuore

 Prendimi a cuore che fuori piove

Fammi del posto sotto il tuo ombrello

Finché il cielo non tornerà bello

Portami piano in palmo di mano

Mostrami al mondo

Con quel riguardo

Che un po’ protegge e un po’è un azzardo

Prendimi in giro

Che mi son persa

Portami in salvo sulla ginestra

Corrimi dietro, davanti, di fianco

Dimmi ridendo che non sei stanco.

Prendimi a cuore non sono pesante

Resto lo giuro un solo istante

Il tempo per vedere un tuo sguardo

Che in un attimo diventa ricordo.

Nadia

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Fami

 

Avevo fame

mi cucinavi quelle verdurine surgelate

belle di ghiaccio

 uguali uguali

clank facevano, cadendo nella pentola di ferro

tu le rovesciavi e già pensavi via

io col tovagliolo con le macchie

stavo

ad aspettare con le mani in mano

zitta, solo saliva che scendeva

quando urlavi anche le verdurine

premevano per tornare nel sacchetto

– presto nel frezzer-

urlavano battendo i denti a ritirata

ma tu con gesto svelto le bloccavi col coperchio

e le bruciavi poi

come a punirle del loro scongelare.

Un’altra volta era la pasta scotta

che mescolava il suo odore

con quello della cera gialla da parquet

la nausea che mi catturava

era una sfida ad andar oltre

e reiventarci sempre nuove

oltre la nausea, il ghiaccio e le bruciature

cera,splendente e lucidato il sole.

Nadia

Il sogno

 

Dentro

 

Sei dentro che dipingi Dio su un foglio

E scrivi il suo nome col pennello grosso

È il Dio dei ladri malviventi?

Eppure le sue mani grandi

Presenti

Poco gli importa del passato stato

E tu che ti dipingi un dito rosso

-quello che mi han puntato contro- dici

E poi tre dita nere, andate, perse

E c’è un po’ d’oro in mezzo

Che aspetta d’essere trovato

E se la mano destra è verde

Ed è speranza

Nulla è mai perso veramente

Scrivi Dio per renderlo più vero?

Lui che piove giù a battezzar la vita

E tu ti bagni

Solo se sporgi il braccio fuori dalle sbarre

Che a viver poi, chi più chi meno

Sono capaci tutti

Ma a viver per davvero contro ogni predestinazione

È questa la tua sfida te ne ricorderai di ricordarti?

Quell’abitudine a star dentro è come un vizio ad esser accudito

Mica ti piace

Ma un po’ forse ti rassicura.

Auguri allora festeggiati con cura.

Nadia

Il sonno dell'universo 2

 

Fatti personali

Se non ti innamorerai di me mi offenderò

Lo prenderò come un fatto personale

Come se fossi proprio io il motivo del non innamorare

Cercherò però di non dartelo a vedere

E mi interrogherò su questo fatto innaturale

Come di fiume in secca dove si può pescare

Come areoplani che volano nel mare

Gerani in fiore proprio il giorno di Natale

Credo sia l’eternità bigotta chiusa nel verbo innamorare

A farti spaventare

Non temere

Innamorare dura un istante ed è infedele

Recidivo, come abitudine a peccare

Che non c’è pena a contenere

Innamorare in fondo è un punto di sentire

Il sesto senso

Quello(più) speciale.

Nadia

Energia creativa maschile

Bisogni

Bisogna che te lo dica

non posso più aspettare

mi scappano di bocca le cose da cantare

siediti

che in piedi non ci si può sentire

è troppo in alto il bulbo auricolare

ascolta con garbo, con buone maniere

se non capisci subito

non ti preoccupare

son qui per ripetere

fino ad imparare.

Bisogna che te lo dica

perchè mi può far bene

parlerò con cura, vocale dopo vocale

le consonanti dopo

che son da consuonare

raccogli queste lettere

legale con un nastro fino

le rileggerai nel tempo

già stato o ancora da venire

l’importante è che tu sia presente

presente da donare.

Bada, tutto questo

non è un modo di dire

è un modo d’ascoltare.

Nadia

EDEM

Congruità

Aspettarsi quel tanto che basta

per dire mi aspettavo così,

mi aspettavo qui,

ne’ di più n’e di meno

ne’ prima ne’ dopo

non c’è la congruità

del desiderio a portarci all’amore

la mancanza spesso

è miopia che vede piccino da vicino

quel lasciare che sia

spesso è un così sia

basta un amen in fondo

per chiudere una preghiera

e stendere su un filo di voce

panni puliti in attesa di un volo.

Nadia

ELOHIM

Guerre

Farsi le guerre

con uno sguardo

ti sparo piano

muori per finta di televisione

morte globale o particolare

se non esisti

poi che t’importa del resto che resta

sanguini piano

parole e sguardi

colpisco e scappo

per non vedere

me che non crede

d’avermi ferito

altro e null’altro

che ci somiglia

come maniglia

che sfugge e sta

apri la porta e mi trovi di là.

Nadia

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Piacere

Fammi il piacere
fammelo scalzo
a mani nude
con gli occhi aperti.
Fammi il piacere
e non temere
non ti badare
quando ti chiedi se lo sai fare,
quel luogo ampio
fuori misura
non ha pareti a delimitare
fare, restare
poi respirare,
piacere, sì e ti stringo la mano
t’ho conosciuto nell’abbandono.

Nadia

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Inclinazioni

Con quell’inclinazione all’innamoramento
andava un po’ piegata,
controvento
non desisteva neppure nei giorni di tempesta
restava fuori
non era un fatto di testa
sentiva il tempo
talvolta lo batteva
arrivava prima
prima di tutti
anticipando amori, premi e consolazioni.
Decise allora che quell’inclinazione all’innamoramento
andava raddrizzata
almeno nel portamento.

Nadia

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Emilia

A te che sei ricordo senza esitazione

ho chiaro l’azzurro dei tuoi occhi

Emilia, il resto sfugge

perchè crede nel tempo

e ci fa male

sembra che qualcosa sia perduto

a te, che poi sedevi in carrozzella

e non avevi cavallucci a tirar via

a te che mi dicesti con lo sguardo altro

dai siedi sulle mie ginocchia che voliamo via

mi parve amore allora così forte

che feci un balzo dentro il mondo tuo

ora che non ci sei

o così pare

mi voli accanto ancora?

Ci salirei di tanto in tanto

sulle tue ginocchia fini

che voli

che sorrisi

senza pesi.

Nadia

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